Costellazioni Familiari

"Ciascuno di noi fa parte di una famiglia con cui vive ed a cui è legato, che lo voglia o meno.
Spesso continuiamo a ripetere conflitti e malesseri nelle nostre esperienze, oppure portiamo sulle spalle pesi che non ci appartengono.

O anche, viviamo a nostra insaputa il tragico destino di un familiare, scomparso da tanto tempo e mai conosciuto.
Tutte queste dinamiche ci legano in modo negativo alla famiglia, impedendoci di guardare in avanti con forza gioiosa e di avere successo nella nostra vita."
(Bert Hellinger)

venerdì 6 gennaio 2017

La violenza sulla donne

Una donna chiede di fare una costellazione familiare per rappresentare la violenza sulle donne da parte degli uomini.
Prendiamo sei donne che rappresentano tutte le donne vittime di questa violenza, e di fronte mettiamo sei uomini che anche loro rappresentano gli uomini che hanno fatto violenza sulle donne.
All'inizio appaiono le dinamiche tipiche di questa violenza; uomini prepotenti e superbi, donne che fuggono, donne violente a loro volta, uomini che si nascondono...
Poi facciamo sdraiare delle donne che rappresentano quelle che sono morte a causa di questa violenza. Subito cambia l'energia di tutto il gruppo. Gli uomini perdono via via l'aggressività e cominciano a sentire dolore e a piangere.
Le donne sdraiate piangono e cercano qualcuno... facciamo stendere altre persone che si rannicchiano... rappresentano i figli persi a causa di questa violenza.
A quel punto gli uomini, vedendo le donne e i figli, cedono definitivamente e si sentono presi da un grandissimo dolore. Piangono e urlano. Stanno passando attraverso il dolore che loro stessi hanno prodotto.
Ad un certo punto alcune donne si avvicinanano loro e li aiutano a vivere questo dolore, abbracciandoli e tenendoli stretti al petto. Loro piangono.
Poi, piano piano, le donne cominciano ad alzarsi e a prendersi per mano. Prendono per mano anche gli uomini e questo movimento diventa sempre più grande coinvolgendo tutti.
Alla fine, un unico grande cerchio dove tutti si tengono per mano commossi e silenziosi. 
Finalmente giunge la pace per tutti.

giovedì 22 dicembre 2016

Alle vittime di Berlino

In memoria di coloro che hanno perso la vita nell'attentato dei mercatini di Berino abbiamo fatto una costellazione.

Cinque rappresetanti per le vittime, sdraiati per terra, uno per il terrorista. L'inizio è stato di un gelo tremendo. Lui guardava le vittime con un ghigno folle. Abbiamo inserito un rappresentante per l'Islam e uno per la cultura giudaico-cristiana, ed entrambi subito si sono messi dalla parte delle loro persone.
Poi la costellazione ha cominciato veramente a muoversi. Sempre più persone si sono sentite 'tirare dentro' e sono entrate, chi sdraiandosi tra le vittime, chi mettendosi vicino a loro a piangerle. Alcuni invece sono diventati molto aggressivi verso l'attentatore e hanno cominciato a spingerlo lontano.
Ad un certo punto una delle vittime si alza e si sposta da un'altra parte della stanza, allarga le braccia a croce, e insieme a lei molte altre fanno lo stesso. Poi si sdraia e rimane così, con le braccia aperte, come se fosse crocefissa. La rappresentante della cultura giudaica-cristiana le si avvicina e comincia a piangere forte, sempre più forte, poi si sdraia sopra di lei con un pianto infinito. Sembrava una madre che piangesse il figlio morto. Tutto intorno molte persone tenevano le braccia aperte a croce. 
Vista da fuori questa scena sembrava riportare alla morte di Cristo con Maria a prenderlo tra le braccia dopo la croce.
La scena è andata avanti a lungo, poi ad un certo punto questa rapresentate di Cristo comincia a dirigersi verso l'attentatore, lo raggiunge e piano piano si mette alle sue spalle, e poi lo conduce lentamente verso le vittime. Man mano che si avvicinano tutti gli altri si mettono intorno alle vittime e allargano le braccia. Rimangono così a lungo. Poi una persona viene presa da un'aggressività violenta e spinge lontano l'attentatore. Altri intervengono e lo calmano. Di nuovo il carnefice si avvicina alle vittime, e di nuovo qualcuno diventa aggressivo e lo allontana. Alla terza volta che lui si riavvicina nessuno interviene.Lui guarda a lungo le vittime, poi prende per mano una persona, e arretra allontanandosi fino alla porta d'uscita e là rimane, guardano fuori.
Tutti sono fermi. Regna un grande silenzio. Tutto si è acquietato e le persone sono in pace.
Qui finisce la costellazione.

lunedì 19 dicembre 2016

Coscienze e Conflitti

Dietro alla maggior parte dei conflitti, sia personali che su larga scala, opera come forza motrice una coscienza  particolare: essa ha come scopo quello di garantirci l'appartenenza al nostro gruppo e quindi ci indica tutto il tempo come agire per assicurarci questa appartenenza e cosa non fare per perderla. E' questa coscienza che ci spinge ad aggredire, rifiutare, negare e pure uccidere qualcuno che può minacciare la nostra appartenenza. Lo vediamo bene nei delitti d'amore, ma anche negli affari, in politica e in tutti quei campi dove all'interno del nostro gruppo appare un 'avversario', ossia qualcuno che sentiamo può minacciare la nostra permanenza nel gruppo. 
In sintesi questa coscienza ci garantisce l'appartenenza a quei gruppi che giudichiamo importanti, soprattutto quelli che assicurano la nostra sopravvivenza. Essa ci lega a questi gruppi, qualsiasi sia il prezzo da pagare, e noi siamo disposti a farci legare, a perdere la nostra libertà e la nostra individualità, anche a costo della nostra vita.

Dietro a questa coscienza ce c'è un altra più ampia, quella del gruppo stesso. Parliamo di una coscienza collettiva che ha come scopo la sopravvivenza del gruppo e dei suoi membri. Essa divide il mondo tra buoni e cattivi, dove i buoni siamo noi che appartieniamo al gruppo e i cattivi sono coloro che appartengono ad altri gruppi. Questa coscienza spinge i membri di un gruppo contro un altro quando questo è visto come minaccia. E tutti i suoi membri agiscono con 'buona coscienza', ossia sentendosi innocenti e giustificati dall'alto nelle azioni che andranno a compiere, anche se ciò comporterà la morte e la distruzione dell'altro. 
Queste dinamiche le vediamo bene in guerra, e nei conflitti religiosi e politici, dove gruppi si scontrano fino alla morte spinti da ideali e da un dio che si schiera con loro, ed è quindi un dio molto personale, anche se vissuto come assoluto.

In sintesi, queste coscienze ci impongono di scegliere tra il bene e il male. Ma di che bene si tratta? E' bene solo ciò che garantisce l'appartenenza al gruppo e la sua sopravvivenza, ed è male ciò che lo minaccia.

Bisogna quindi distinguere tra quel 'bene' che nasce sotto l'influsso della coscienza da un altro 'bene' che è al di là di ogni coscienza. Nel profondo dell'anima vi è infatti un grande bene che supera i limiti della coscienza. Si tratta di un bene superiore che unisce nell'anima ciò che prima era stato diviso dalle coscienze. Ciò che appare buono o cattivo alla coscienza viene unito a livello superiore da qualcosa di più grande.

Se cerchiamo la fine di un conflitto è a questo bene superiore che dobbiamo tendere perchè qualunque 'bene' guidato da una coscienza è limitato solo ad alcune persone e contro altre.

giovedì 15 dicembre 2016

Destini sulle nostre spalle

Una delle cose più sorprendenti che le Costellazioni Familiari portano spesso alla luce è come e quanto siamo legati a destini di altre persone, soprattutto familiari che hanno vissuto vite difficili.
Ecco una costellazione molto significativa raccontata da Bert Hellinger:

"Un ragazzo di 14 anni non voleva più studiare. L'insegnante era preoccupata e ha discusso il problema con i genitori. Anche loro non sapevano cosa fare e decisero di fare una Costellazione Familiare.
Rappresentai la famiglia. Posizionai il giovane vicino all'insegnante di fronte ai genitori.
Quando guardai il ragazzo, vidi la sua tristezza. Gli dissi: 'sei molto triste'.
Iniziò a piangere. Anche la madre pianse. Bastò questo piccolo intervento a dimostrare che il problema del giovane era legato alla madre. Non tanto a lei personalmente, ma a qualcosa che è accaduto nella sua famiglia.
Così chiesi alla madre: 'Cosa è successo nella tua famiglia di origine?' Lei rispose: 'Avevo una sorella gemella che morì alla nascita'.
Allora scelsi una rappresentante per la sorella. Si posizionò ad una certa distanza e si mise ad osservare da lontano. Apparve subito chiaro che la madre era attratta verso la gemella morta. La feci spostare dietro la sorella e le chiesi come si sentiva. Disse: 'Qui mi sento bene'.
Bastò questo movimento a mostrare che la madre voleva seguire la sorella nella morte.
A quel punto feci spostare la madre di nuovo vicino al marito e posizionai il figlio dietro la sorella gemella. Quando gli domandai come si sentisse, mi rispose: 'Qui mi sento bene'.
Questo secondo movimento mostrò che il ragazzo voleva seguire la zia al posto della madre nella morte. Nessuna meraviglia dunque che fosse triste e non volesse più studiare.
Feci entrare la nonna (la madre della madre del ragazzo) la quale si avvicinò alla figlia gemella morta e la prese tra le braccia, piangendo intensamente.
La madre del ragazzo vide questa toccante scena e rimase ferma a lungo. Poi si rivolse verso il marito, lo abbracciò, ed infine guardò il figlio, invitandolo con le mani a venire da loro, Il figlio si alzò in piedi e si diresse da loro, perdendosi nel loro caldo abbraccio."

Il destino è ciò che ci imprigiona senza conoscerne il motivo. Il destino di questa donna è stata la morte della sorella gemella. Non è colpa sua, ma cio nonostante ha condizionato tutta la sua vita, e pure quella di suo figlio.
Ed è solo portando alla luce il legame con questo destino amaro che è possibile liberarsene e riprendere in mano la propria vita.